Sicilia IGP, per l’olio di oliva cosa significa?

 | 13 Gen, 2023

Quando si parla di denominazioni alimentari, la sigla IGP suscita spesso curiosità, perché non sempre è nota come i veterani DOC e DOP.
Eppure, un olio IGP ha la sua importanza dato che si tratta di un olio extravergine di oliva tipico, ad Indicazione Geografica Protetta (IGP, appunto). Vediamo cosa significa, e perché si applica a livello regionale o locale.

L’Indicazione Geografica Protetta per l’olio e altri prodotti alimentari

L’IGP è un vero e proprio marchio di qualità rilasciato dalla UE, per designare quei prodotti che sono legati ad un territorio, e possiedono delle caratteristiche tipiche, legate a quella regione.

Inoltre, devono rispettare un disciplinare di produzione “storico” ossia legato alla tradizione, per avallare la loro peculiarità di quella zona.

Se da millenni si produce l’olio in un determinato modo e in una determinata zona, per esempio, sarà fondamentale comprovare che i processi di produzione siano derivati da quella consuetudine.

Il sistema di qualità europeo consente di inserire in etichetta la dicitura IGP, per identificare un olio che proviene solo ed esclusivamente dalle olive coltivate e lavorate in un territorio.

Solitamente, tali oli o prodotti alimentari, possiedono dei parametri di qualità superiori all’EVO convenzionale prodotto con miscele e olive di varia provenienza.

La differenza con la sigla DOP? In questo caso si parla di Denominazione di Origine Protetta, in cui tutte le fasi di produzione e trasformazione avvengono in un’area geografica determinata. Con il marchio IGP, invece, è importante sempre l’origine storica del prodotto in quella zona, ma ci si concentra sulla fase di lavorazione o produzione.

In entrambi i casi, i prodotti IGP o DOP ricevono dal territorio le loro caratteristiche particolari.

L’indicazione geografica dell’olio di Sicilia

In particolare, la sigla IGP Sicilia Olio d’oliva, designa un tipo di extravergine siciliano che viene prodotto con leolive raccolte nell’isola.

Si tratta, però, dei territori siciliani che non sono compresi tra quelli DOP (Denominazione di Origine Protetta). In alternativa a queste aree, già definite dalla normativa, nel 2016 è stato riconosciuto dall’Unione Europea il marchio di qualità IGP.

L’olio extravergine prodotto in Sicilia in alcune zone ben definite, quindi, ha ottenuto la sua legittimazione ad essere indicato come prodotto del territorio per distinguersi da altre lavorazioni e provenienze.

Un riconoscimento importante per la Sicilia, per distinguere e valorizzare l’olio locale come una delle eccellenze agroalimentari più importanti.

Nel caso dell’olio IGP Sicilia, quindi, si tratta di un’approvazione importante per accedere anche ad una migliore promozione all’interno dei tanti prodotti presenti sul mercato – spesso provenienti da paesi extra UE.

Le varietà dell’EVO di Sicilia IGP

La trasparenza dell’olio extravergine siciliano è ormai certificata ma la “vittoria” del riconoscimento IGP ha comunque ottenuto delle regole serrate, sia a livello di filiera sia di territori. I singoli territori dell’isola coinvolti sono ben determinati e annoverano diverse varietà o cultivar.

Alcune sono considerate più rilevanti di altre, vediamo quali sono.

Cultivar di olive siciliane maggiori

Biancolilla, Cerasuola, Moresca, Nocellara del Belice, Nocellara Etnea, Ogliarola Messinese e Tonda Iblea.

Cultivar di olive siciliane minori

Aitana, Bottone di gallo, Brandofino, Calatina, Cavalieri, Crastu, Erbano, Giarraffa, Lumiaru, Marmorigna, Minuta, Nasitana, Nerba, Nocellara messinese, Olivo di Mandanici, Piricuddara, Santagatese, Vaddarica, Verdello, Verdese, Zaituna.

Ora che conoscete meglio questo prodotto, l’olio d’oliva extravergine IGP di Sicilia avrà un gusto ancora più intenso, quello della provenienza genuina dalle coltivazioni isolane!